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L’ambiente è quello di un istituto tecnico dolcemente riscaldato dal sole dei primi giorni di un giugno che, come ogni anno, inebria le teste e gli animi di alunni e docenti con promesse di giochi e spensieratezza.

Mi accoglie il vicepreside prof. Suglia Rosario, il quale, con la sua nota cordialità, mi fa accomodare nel suo ufficio e mi presenta il progetto di Alternanza Scuola Lavoro che l’istituto sta realizzando e del quale voglio conoscere tutto.

Mi descrive l’iniziativa, nata a seguito di un incontro con il dott. Giuseppe Marangi, amministratore delegato della Genesys Software di Bari, solida realtà in evoluzione che, da oltre 25 anni, fornisce soluzioni gestionali e servizi efficaci nel sostegno e miglioramento dei processi aziendali.

L’idea progettuale prevede l’esperienza aziendale per tre classi ad indirizzo Informatico dell’istituto. Non si vuole fare la solita Alternanza ma qualcosa che qualifichi la formazione degli studenti e li motivi ad intraprendere percorsi di studio che vadano anche oltre la programmazione scolastica prevista.

L’attenzione cade sullo studio e l’utilizzo di un linguaggio di programmazione, solo apparentemente obsoleto, necessario, però, per lo sviluppo di avanzati sistemi informatici utilizzati da grandi aziende internazionali e nazionali, banche e assicurazioni, ossia il Visual Cobol.

Le perplessità iniziali dei docenti di informatica della scuola sono superate nel momento in cui gli stessi, e una rappresentanza degli studenti incontrano, presso l’azienda partner, il Dott. Giuseppe Marangi e il Dott. Giuseppe Gigante, Marketing Manager dell’area mediterranea della Microfocus, nonché referente del Visual Cobol, il quale con la sua esperienza e professionalità, espone un’intuizione avuta nel momento in cui ha voluto proporre il prodotto aziendale agli studenti, ossia la realizzazione di una Academic Program che preveda anche una certificazione spendibile nel mondo del lavoro.

Gli alunni presenti e l’istituto di Triggiano, grazie all’adesione e allo studio, saranno i primi, in assoluto, a conseguire tale titolo.

Al termine del piacevole incontro il referente del progetto mi accompagna nell’aula dove è previsto l’incontro tra gli studenti e il dott. Gigante, il quale trovandosi a Milano, si collegherà in videoconferenza con l’istituto.

Per i corridoi c’è una frenesia gioiosa e spensierata : tutti si affrettano per concludere ogni compito il prima possibile. inf7

Solo nel laboratorio 54, Valentina, Federica, Alessandro e Francesco, un gruppetto di studenti della 4C, lavorano alacremente ai terminali. Ma, a differenza dell’atteggiamento comune, loro non hanno la fretta di chi sta concludendo, di che è ad un traguardo; la loro concentrazione è penetrante ed acuta. A malapena sollevano le teste quando entro e saluto ma si stampa comunque sul loro viso un sorriso di accogliente benvenuto.

Mi presento quale giornalista di una rinomata testata locale che si occupa di sviluppo e crescita territoriale. Sapevano del mio arrivo ma mi chiedono qualche minuto di pazienza per poter concludere almeno il passaggio a cui stanno lavorando. Attendo e li osservo. C’è armonia tra di loro e ogni battuta è un confronto costruttivo.

Finalmente possono interrompere. Chiedo loro di presentarsi più dettagliatamente e parto con la mia intervista.

“Ragazzi, entrando vi ho visti lavorare piuttosto seriamente. Sappiamo che vi state cimentando con uno tra i più innovativi e conosciuti linguaggi di programmazione. Potete dirci qualcosa in più?”

Valentina prende subito la parola:” Si! Il linguaggio è il Visual Cobol, in realtà la riedizione di un vecchio linguaggio chiamato Cobol ed è un software di server management prodotto dalla Microfocus che, stando ad uno dei più autorevoli enquirer inglesi come il Washington Post ha, di recente, vinto un contest grazie ad una precisa valutazione degli strumenti che lo caratterizzano”

“Valentina, frena!! Non ti stiamo seguendo granché. Non tutti i nostri lettori sono tanto esperti di informatica. Spiega con termini più semplici”

Il gruppo ride e prende la parola Francesco

“Ci provo io, dai! Il Visual Cobol è effettivamente un linguaggio di programmazione che può aiutare enti ed aziende nella gestione delle loro mansioni e funzioni. Non è un linguaggio completamente nuovo ma una riedizione di una versione già esistente ed ampiamente usato fino a qualche anno fa. Qui a scuola lo abbiamo utilizzato nell’ambito di un progetto di alternanza scuola – lavoro creando una modalità di gestione dei colloqui scuola – famiglia tramite un sistema di prenotazione.”

“E come avete condotto, nel dettaglio, il lavoro?”

È ancora Francesco a rispondere

“Ci hanno coordinati il sig. Pasquale Bruno, referente dell’azienda che ospita la fase più strettamente operativa del nostro progetto scolastico, i proff Lastella e Dabbicco, nostri docenti di informatica, e abbiamo goduto del privilegio di avere come supervisore il dott. Giuseppe Gigante, Marketing Manager dell’area mediterranea della Microfocus e referente del Visual Cobol.

Operativamente, siamo stati suddivisi in gruppi con dei precisi compiti assegnati ad ognuno di noi. Seguivamo prima le lezioni, poi eseguivamo gli esercizi relativi alle stesse e quindi procedevamo all’espansione del lavoro svolto fino mettere su il sistema di gestione vero e proprio”

“Il lavoro è risultato noioso o stimolante? Ovviamente dal punto di vista di voi studenti” microfocus (1)

“Siamo entusiasti del lavoro svolto. Anche perché, come anticipava prima Valentina nel suo “informatichese”, ci siamo sentiti immessi in un circuito molto più grande di noi. Questo linguaggio è oggi usato a livello mondiale e punta a penetrare tantissime realtà lavorative. La stessa Microfocus società di software quotata al London Stock Exchange, si è fusa con diverse altre società informatiche ed è ormai presente in 83 Paesi, conta 4300 dipendenti ed ha un fatturato annuo di 1.400.000.000 euro. È tra le prime 14 aziende di software vendle.”

“Quindi imparare ad usare questo linguaggio già qui a scuola comporterà sicuramente dei vantaggi per voi una volta che sarete immessi nel mondo del lavoro…”

A rispondere questa volta è Alessandro che fino ad ora ha seguito l’intervista ma non ha mai smesso di smanettare al terminale

“La scuola sta sicuramente promuovendo l’incontro scuola – azienda e, cosi facendo, specializza, tramite noi, anche il nostro territorio. Sta addirittura pensando ad una certificazione precisa per gli studenti che imparano da usare questo linguaggio. Ogni azienda ha esigenze ben precise ma se le si aiuta a gestirsi e a gestire le proprie relazioni con dei linguaggi che valgono a livello globale, non può che esserci crescita, a tutti i livelli. In Italia Visual Cobol si sta diffondendo in modo esponenziale; basti pensare che aziende come FIAT, ZUCCHETTI, UTILIA e, in Puglia, DIVELLA, lo utilizzano per i loro sistemi informativi.”

Francesco si inserisce, urgente di aggiungere un dato altrettanto importante

“Se pensiamo che il Visual Cobol, come già detto, va ad inserirsi sul precedente Cobol, forse si può avere un’idea più precisa della potenzialità di applicazione di questo linguaggio. A livello mondiale, infatti, oltre il 70% delle transazioni business nel mondo avvengono in Cobol, più di 250000000000 di linee di codice Cobol sono tuttora attive e manutenute, ad ogni ricerca fatta su Google o Youtube corrispondono 200 transazioni Cobol. Tutti questi enti dovranno, a strettissimo giro di tempo, sostituire il Cobol con il Visual Cobol e questo renderà il nostro profilo ricercatissimi”

“È per questo, inoltre, che il progetto di alternanza scuola – lavoro promosso dal nostro istituto mira a fornire a noi studenti una certificazione che ci riconosca quali esperti nell’uso di questo linguaggio e che ci permetta di essere considerati a pieno titolo dalle aziende che ben presto avranno bisogno di profili come i nostri.”

logo Genesys   E qui Valentina:

“Saremo i primi in assoluto a conseguirla! E questo vuol dire semplicemente: inserimento immediato nel mondo del lavoro!”

“Rimanendo in tema di crescita, allora, c’è una critica che fareste a Visual Cobol o, più in generale al modo in cui avete lavorato?”

È ancora Francesco a prendere la parola

“Forse il fatto che sia stato possibile lavorare solo da scuola. Questo perché la casa produttrice ha previsto per il software delle restrizioni. Il suggerimento potrebbe essere quello di installare una versione sul server della scuola in modo da poter lavorare anche da casa anche e soprattutto in vista della pausa estiva. Abbiamo già fatto presente questo limite al dott. Gigante che ha già proposto alla casa madre una maggiore flessibilità in questo senso. Lo speriamo davvero”

“Bene ragazzi. Mi sembra che siate ferratissimi sull’argomento. Non ci rimane che capire ancora un paio degli elementi a cui Valentina avevo fatto cenno nel suo intervento iniziale. Avete parlato di “enquirer” e di “contest”. Potete spiegarci meglio?”

È ancora Valentina che si sente tirata in causa e, con una risata divertita, dismettendo l’impostazione da interrogazione scolastica, spiega: “ Un ente di sondaggi e statistiche inglese ha assegnato al Visual Cobol la vittoria in una sorta di concorso tra i linguaggi di server management dello stesso tipo, valutando con precisione caratteristiche e strumenti del linguaggio stesso. Anche per questo motivo Visual Cobol ha continuato a crescere tanto velocemente a livello mondiale”

Ormai il quadro è davvero chiaro.

È raro leggere negli occhi e nel fare di ragazzi della loro età tanto entusiasmo e tanto ottimismo per il proprio avvenire.

È raro imbattersi in una realtà scolastica che finalmente sposa a pieno le esigenze di mercato del proprio territorio proiettandosi, contemporaneamente, in un contesto lavorativo e, più in generale, di crescita addirittura mondiale.

Saluto i ragazzi uno per uno certo del fatto che, continuando ad occuparmi di sviluppo territoriale, mi imbatterò a breve nel prosieguo della loro cammino professionale; come sono certo del fatto che non dismetteranno mai quella carica positiva che oggi ha entusiasticamente improntato di sé il nostro incontro.